LE DIPENDENZE AFFETTIVE

o lo stile dipendente negli affetti (paura della solitudine)

Le dipendenze affettive sono dei “meccanismi” per i quali non ci si riesce a separare dalla persona “amata” nonostante lo si voglia e lo si sia provato più volte. Le difficoltà e i rinvii presenti in queste situazioni sono persistenti e danno l’impressione che la persona invischiata non assuma mai una visione d’insieme e ricominci dall’inizio, usando una sorta di cancellino con cui azzerare gli eventi negativi. Il “dipendente affettivo” mostra una versione esasperata del legame in una relazione sentimentale.

Qualsiasi relazione sentimentale presenta di per sé la caratteristica di far dipendere la propria felicità dalla presenza dell’amato. Il senso del’ identità personale è agganciato all’identità dell’altro.

Nel “dipendente”, però, è fondamentale che l’amato resti per la propria realizzazione, per la propria quiete, per sanare l’angoscia di solitudine .

Se le maglie delle relazioni amorose sono fatte di intrecci annodati e nodosi per tutti, nelle “dipendenze affettive” le dinamiche sono fatte di  atti di impulsività, di impotenza e senso di disgregazione profonda dinanzi alle emozioni difficili, l’altro può essere sentito come una proprietà.

Non fa differenza se le relazioni sono nate e vissute nella quotidianità oppure mediate da uno schermo : ciò che conta è l’identificazione della propria sopravvivenza nell’altro, che deve riconoscersi e comportarsi ricalcando lo stesso criterio di indispensabilità.

Un punto essenziale è il lavoro di autoascolto, di valorizzazione personale, di coscientizzazione della personale cultura amorosa e dei comportamenti approvanti e collusivi che si possono agire.

La psicoterapia è uno strumento molto utile e faticoso in questi casi poiché pone a diretto contatto con l’angoscia, la frustrazione e l’impotenza. Questo “materiale emotivo” non deve  rimanere inerte e lasciato lì perchè fa correre e cadere in un mare di guai.

TEMPI:

Si tratta, in genere, di percorsi medio- lunghi che mettono mano agli stili relazionali rispetto ai quali è necessario raccontarsi, narrare le ricadute del passato e quelle del presente. L’obiettivo è quello di imparare a leggere se stessi e gli altri meglio per essere liberi di scegliere.